giugno

lei è come l’inverno nell’incarto delle caramelle
e lui ritiene di avere la data di scadenza
da qualche parte fra le scapole.
non ci sono gli specchi nei bagni
degli ospedali e non esistono più gli
orologi a lancette. nelle
poesie i gatti e l’ikea persistono
ma subentrano galassie
costellazioni e nebulose. lei
si interroga sul significato dell’etichetta, lui
si muove solo e soltanto in cerchi. non
ci sono specchi perché nessuno
esisterebbe al confronto.
da quando non senti
ticchettare la notte?
la ruggine smise di essere
un fenomeno, per divenire un
concetto astratto. lui vuole sapere
quando avrà fine, per questo desidera
leggersi la schiena. certe famiglie
sono contratti privi di termine, a cui
ti vincoli col cordone ombelicale.

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2 pensieri su “giugno

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